PREMESSA - La Scuola dell'Infanzia: proposta educativa e servizio pubblico

Legge 13 luglio 2015 n. 107. Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti.

Art 1 comma 12: “Le istituzioni scolastiche predispongono entro il mese di ottobre dell'anno scolastico precedente il triennio di riferimento, il piano triennale dell'offerta formativa. Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attività formative (…) Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre (…)”

Comma 152: "Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca avvia, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un piano straordinario di verifica della permanenza dei requisiti per il riconoscimento della parità scolastica di cui all'art. 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n. 62, con particolare riferimento alla coerenza del piano triennale dell'offerta formativa con quanto previsto dalla legislazione vigente e al rispetto della regolarità contabile, del principio della pubblicità dei bilanci e della legislazione in materia di contratti di lavoro (…)

Il P.T.O.F. è disciplinato già nell’art. 3 del D.P.R. 275/99 “Regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche” - oggi comma 14 della L. 107/2015- che non riporta sostanziali modifiche al già citato art. 3, tranne che per la dicitura “rivedibile annualmente”.

“Il Piano è il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell'ambito della loro autonomia".

MOTTO:
Il pensiero è il fiore; il linguaggio è il bocciolo, l'azione il frutto che nascerà.

(Emerson)

Il Piano Triennale di Offerta Formativa 2015 – 2018: caratteristiche e contenuti

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (P.T.O.F.) attua e dà vigore al Progetto Educativo (P.E.), documento fondante delle nostre scuole dell’infanzia paritarie, parte integrante, unitamente allo Statuto, in armonia con i principi della Costituzione Italiana.

Il P.T.O.F. intende favorire il pieno sviluppo delle potenzialità dei bambini che la frequentano in un adeguato contesto cognitivo, ludico e affettivo, garantendo, così, il loro diritto ad avere pari opportunità di educazione, di cura, di relazione, di gioco e di istruzione anche attraverso l’abbattimento delle disuguaglianze e le eventuali barriere territoriali, economiche, etniche e culturali per attuare una vera inclusione, favorendone la crescita armonica.

Il P.T.O.F.:

  • Indica gli obiettivi cognitivi ed educativi determinati a livello nazionale, raccoglie linee d’azione ed interventi educativi per raggiungere gli obiettivi, riflette sulle esigenze del contesto territoriale locale nei suoi aspetti culturali, sociali ed economici.
  • E’ redatto in conformità alla Legge n. 107/2015 e tiene conto della legge sull’Autonomia Scolastica (D.P.R. 275 del 8-3-99) e dallo Statuto.
  • E’ strutturato per il triennio 2016 – 2019 (L.107/2015) con spazio per adeguarsi annualmente, attraverso l’aggiornamento delle sue parti in relazione alle nuove esigenze e alle nuove normative.
  • Raccoglie i documenti fondamentali in base ai quali viene organizzato il servizio scolastico.
  • E’ elaborato dal Collegio dei Docenti sulla base degli indirizzi per le attività della scuola e delle indicazioni di gestione.
  • Le famiglie sono informate di questo fondamentale documento indicando loro dove possono prenderne visione, inoltre viene condiviso nel momento dell’iscrizione e nelle assemblee di inizio anno scolastico.

Il PTOF è uno strumento di pianificazione e si propone obiettivi su base pluriennale, che trovano progressiva realizzazione nelle progettazioni annuali, mantenendo la sua caratteristica di flessibilità: è uno strumento “aperto”, pertanto nel corso del triennio saranno possibili integrazioni e modifiche annuali, da assumere con la stessa procedura che la legge 107/2015 prevede per l’adozione e l’approvazione del documento generale in base:

  1. agli esiti dell’autovalutazione;
  2. ai profondi cambiamenti che interessano la Scuola;
  3. ai nuovi bisogni che emergono dall’utenza;
  4. ai nuovi bisogni che emergono dal territorio in cui la Scuola svolge la sua funzione educativa e formativa;
  5. ad eventuali nuove proposte.

Il PTOF è il documento che richiama al principio di corresponsabilità ed alleanza educativa tra Famiglia e Scuola, (Legale Rappresentante, Coordinatore, Docenti, Personale non Docente,) intesa come assunzione di precisi stili educativi e compiti per il conseguimento delle finalità condivise con le famiglie.

CENNI STORICI DELLA SCUOLA

La nostra storia ha inizio nel 1899, quando l’Amministrazione Comunale era guidata dal Comm. Giambattista De Donatis e il sacerdote Don Giuseppe De Donatis, uomo di grande apertura mentale, concretizzò il suo progetto di creare un Asilo Infantile per assicurare assistenza ai bambini, un Asilo di Mendicità e Vecchiaia per gli anziani abbandonati ed inoltre un Ospedale.
Provvedimento coraggioso e di notevole importanza sociale, affidato alle Figlie della Carità
Fu stipulata, infatti, la Convenzione tra il Sindaco e la casa provinciale delle Figlie della Carità, con sede a Napoli, con la quale si stabiliva di fondare i due asili intitolati al protettore San Giovanni Elemosiniere nell’edificio di Via Cavour, adiacente alla Parrocchia di San Domenico.

La Visitatrice del tempo Suor Kiefer e il suo Consiglio decisero di mandare a Casarano Suor Angela Tummolo, Suor Teresa Manzo e Suor Maria Angela Colucchi che vi giunsero il 25 giugno 1899.

Nel tempo

Le radici del servizio educativo delle Figlie della Carità risalgono alla Fondatrice Luisa de Marillac che vedeva nell’istruzione un modo di superare la povertà, portando la società a prendere coscienza del diritto di tutti all’istruzione libera e gratuita.
Premesso questo, risultò evidente come l’Asilo Infantile “San Giovanni Elemosiniere” entrasse nello spirito delle Figlie della Carità che nel 1899 arrivarono a Casarano a prestare la loro opera di assistenza e di promozione dei più poveri.
Nel 1937, in ogni Comune la Congregazione di Carità fu sostituita dall’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) che ne assunse la responsabilità fino al 1978, quando tutto il personale, sia laico che religioso, in servizio presso la Scuola Materna, passò alle dipendenze del Comune.
Si verificò negli anni successivi un incremento delle iscrizioni e, malgrado l’apertura di una sesta sezione, non si riusciva a soddisfare tutte le richieste dei genitori che desideravano esercitare il loro diritto di scelta…

Nel 2007, grazie all’iniziativa spinta dalla ferrea volontà delle Figlie della Carità, nella persona della già Collaboratrice Didattica Suor Michela Iorio, la Scuola ha ottenuto la parità, diventando Scuola dell’Infanzia Paritaria “San Giovanni Elemosiniere”.

Nel 2016, la gestione della Scuola è passata al Liceo Docet EU (Scuola di lingue certificate), vincitore del Bando Comunale per l’esternalizzazione della Scuola e la gestione della Biblioteca Comunale.
La Scuola è diventata Scuola Paritaria Internazionale dell’Infanzia, con il 50% delle attività curriculari in lingua inglese secondo il percorso Cambridge.

IDENITÀ EDUCATIVA DELLA NOSTRA SCUOLA

INTRODUZIONE

Al fine di delineare e definire gli obiettivi del POF, si ritiene importante sottolineare preventivamente alcune tematiche estrapolate dalle "INDICAZIONI NAZIONALI PER I PIANI DI STUDIO PERSONALIZZATI" contenute nel D. L. n.59 del 19/0212004, che in quanto norma ministeriale, valorizza e sottolinea come anche la scuola dell'infanzia, sia una scuola dai contenuti irrinunciabili. Di seguito, si è ritenuto opportuno, riportarne i principali punti di riferimento:

  • la flessibilità delle indicazioni curricolari, libere da rigidità disciplinari, con una particolare attenzione alla dimensione dell'accoglienza e dell’inserimento;
  • il riconoscimento e la valorizzazione delle diversità;
  • l'organizzazione funzionale della didattica, dei tempi e degli spazi;
  • l'articolazione ricca e diversificata delle situazioni di gioco;
  • l'esplorazione e la ricerca quali risorse privilegiate di apprendimento e di relazioni;
  • la collaborazione e la progettazione del gruppo docente;
  • il coinvolgimento e il dialogo con le famiglie;
  • lo stretto rapporto con il territorio;
  • l'attenzione alla dimensione della continuità;

L’intero spettro delle attività educative saranno infatti strutturate nel rispetto dei ritmi evolutivi, delle differenze e dell'identità di ciascun bambino, all’interno di una cornice didattica di matrice bilingue internazionale.
Elemento di fondamentale importanza quest’ultimo, secondo il quale il pensiero pedagogico alla base della costruzione del Piano dell’offerta formativa, prende il via dalla volontà di accogliere la sfida educativa, che risiede nel dotare i bambini di una competenza linguistica che li renda capaci di muoversi all’interno di un contesto linguistico e sociale in continuo movimento.
Ogni giorno un numero sempre più elevato di individui entra in contatto con sfere linguistiche diverse dalla propria, grazie alle varie opportunità legate agli scambi culturali.
Diventa, quindi, indispensabile possedere elementi linguistici idonei, per poter facilitare i rapporti interpersonali, e una scuola bilingue italiano/inglese rappresenta sicuramente il mezzo più indicato per agevolare, sin dai primi anni di esperienza scolastica, un processo di acquisizione spontaneo delle lingue straniere.

OBIETTIVI EDUCATIVI

La nostra scuola, ispirandosi agli ideali cristiani tratti dall’esperienza cattolica e dagli insegnamenti di San Vincenzo de' Paoli e di Santa Luisa de Marillac, e nel contempo agli art. 3, 33 e 34 della Costituzione italiana, propone una formazione globale ed equilibrata degli alunni attraverso un’educazione multiculturale e poliedrica, finalizzata a:

  • Fornire al bambino gli strumenti necessari per la costruzione dell’identità e una progressiva individuazione di sé nel contesto sociale;
  • Sviluppare l’autonomia e l’iniziativa personale, nonché la capacità di scelte consapevoli e responsabili;
  • Promuovere la creatività, la flessibilità e l’adattabilità intelligente a nuove situazioni;
  • Aiutare i bambini a percepire, a differenziare, e a riflettere criticamente la realtà e le proprie esperienze, in modo che possano gradualmente assumere condotte autonome e norme comportamentali funzionali a ciascun contesto di vita;
  • Maturare capacità di convivenza, solidarietà, cooperazione, scambio e accettazione produttiva delle diversità;
  • Consentire l’acquisizione di competenze cognitive e sociali adeguate, al fine di accrescere sia la fiducia nei propri mezzi, sia la stima di sè.

Inoltre, pur avendo un orientamento religioso ben definito, la nostra scuola, nel pieno rispetto delle libertà religiose personali, non vieterà l'accesso ai propri servizi a bambini provenienti da famiglie con diversi convincimenti, purché le stesse aderiscano al progetto educativo proposto e sottoscrivano il regolamento interno in fase di iscrizione.

PROGRAMMAZIONE DIDATTICO – EDUCATIVA

Premessa

L’offerta formativa della nostra Scuola dell’Infanzia si muove fondamentalmente su una triplice dimensionalità progettuale, finalizzata a:

  • Assicurare ai bambini uno spazio adeguato di formazione, educazione e socializzazione, connotato dal benessere psico fisico, dallo sviluppo delle potenzialità cognitive – affettive, relazionali - sociali, dalla progressiva acquisizione dell’autonomia personale, e dalla spontaneità del pensiero;
  • Contrastare forme di emarginazione che possono derivare da svantaggi psichici, fisici, sociali, garantendo anche attraverso piani individuali e specifici il diritto all’inclusione dei bambini disabili e/o in situazione di disagio;
  • Stimolare in ogni bambino il desiderio di conoscere, l’autostima, lo sviluppo delle capacità cognitive, l’assunzione consapevole e critica di norme comportamentali, nonché la coscienza di sè e del proprio schema corporeo attraverso occasioni di vita e di gioco con coetanei e adulti.

La programmazione annuale ha la seguente struttura:

  • TITOLO
  • ANNO SCOLASTICO
  • DESTINATARI
  • OBIETTIVI
  • METODOLOGIA
  • RISORSE
  • SPAZI
  • TEMPI
  • OSSERVAZIONE
  • VALUTAZIONE
  • DOCUMENTAZIONE

Di seguito, si riporta un approfondimento dettagliato delle varie attività laboratoriali pensate e strutturate per la fascia d’età dai 3 ai 5 anni, e si specifica che, in conformità con i valori standard internazionali, il 50% di esse, verrà svolto in lingua inglese.

LABORATORIO DI PSICOMOTRICITA’ RELAZIONALE

L’attivazione di un laboratorio di psicomotricità relazionale all’interno di una Scuola dell’Infanzia, nasce da un assunto teorico di base formulato da uno dei principali rappresentanti della psicologia evolutiva, Jean Piaget, il quale sosteneva che "la formazione dell'intelligenza in età evolutiva è strettamente legata all'esperienza motoria". Considerata tale premessa, il suddetto laboratorio si porrà principalmente tre finalità di carattere psico – educativo:

  • Favorire i processi di comunicazione: significa permettere al bambino di essere soggetto verso gli altri, di mettersi in una dinamica di relazione attraverso la riscoperta delle possibilità senso motorie del proprio corpo, e attraverso il piacere del movimento condiviso con l’altro e gli oggetti;
  • Favorire i processi di creatività e creazione: fare in modo che il bambino possa investire lo spazio e gli oggetti con tutta la propria capacità immaginativa, cercando di evitare la ripetitività e modalità di azione stereotipate;
  • Favorire i processi di apertura al pensiero operatorio: sviluppare una distanza dal vissuto emotivo e dall’investimento affettivo per poter accedere alla capacità di rappresentare attraverso codici simbolici.

Metodologia

La sala di psicomotricità è uno spazio progettato affinchè il bambino possa rappresentare la sua storia, in un quadro privilegiato e rassicurante, in cui poter vivere il piacere del movimento e la scoperta delle proprie possibilità in condizioni di sicurezza affettiva e fisica.
In dettaglio, si prevedono tre tempi:

  • 1°tempo: Espressività motoria (processo di rassicurazione mediante il corpo);
  • 2°tempo: Narrazione di racconti (processo di rassicurazione mediante il linguaggio);
  • 3°tempo: Espressività grafica (processo di creazione e accesso ad un altro tipo di simbolizzazione - decentrazione);

Tali fasi saranno completate da un rituale d’entrata e un rituale d’uscita, nei quali si ricorderà con i bambini, il rispetto di alcune importanti regole per poter giocare insieme liberamente (non è possibile farsi male; non è possibile far male ai compagni; non è possibile distruggere le cose e i giochi degli altri bambini); inoltre, la ripetizione delle regole li aiuterà ad incanalare e strutturare la propria impulsività e aggressività.

LABORATORIO DI PRE-GRAFISMO E ACQUISIONE DELLE COMPETENZE META FONOLOGICHE

La programmazione di un Laboratorio di pre – grafismo e acquisizione delle competenze metafonologiche, muove dalla necessità di raggiungere i seguenti obiettivi evolutivi:

  • Sviluppare competenze di discriminazione visiva, uditiva e di associazione visiva verbale: scoprire differenze fra due immagini simili, riconoscere un’immagine familiare di scritta, scrivere il proprio nome, riconoscere e collegare le lettere di una parola data e quelle del proprio nome, riconoscere la sillaba iniziale e trovare altre parole che iniziano con la stessa sillaba, riconoscere i suoni, la lunghezza delle parole e il ritmo;
  • Sviluppare competenze meta-fonologiche e di memoria fonologica a breve termine: assonanze fonetiche, riconoscimento e produzione di parole in rima, inventare parole senza significato, scomporre parole;
  • Sviluppare competenze di coordinazione oculo-manuale e di pregrafismo: disegnare cerchi, onde, zig-zag, montagne, molli, ponti; seguire tracce con la matita, riprodurre segni, tratti e alternanze di colori;
  • Intervenire precocemente per supportare eventuali difficoltà di apprendimento, predisponendo un intervento adeguato all’età di riferimento;
  • Favorire attraverso attività specifiche e/o ludiche la motivazione ad apprendere e l’autostima personale.

Metodologia

Nei Laboratori si propongono attività in forma ludico – ricreativa, con la finalità di sviluppare competenze linguistiche, senza anticipare l’apprendimento della letto-scrittura della scuola Primaria.

Si apprende in un contesto laboratoriale stimolante ed accogliente, connotato da rime, canti, filastrocche e indovinelli linguistici; uno spazio, in cui la collaborazione con il gruppo dei pari è una condizione essenziale per la costruzione della conoscenza.

I laboratori vengono programmati dagli insegnanti a cadenza settimanale, organizzando specifici spazi tempi ed attività.

IN BIBLIOTECA CON LE FIABE – “C’ERA UNA VOLTA…ONCE UPON A TIME…

Possedere una biblioteca all’interno di una scuola dell’infanzia, rappresenta senza dubbio un importante opportunità educativa, al fine di educare i piccoli discenti alla lettura e al piacere di leggere, sin dai primi anni di vita.

La lettura rappresenta infatti uno strumento ideale in cui i bambini diventano protagonisti assoluti, e hanno la possibilità di esprimere le proprie idee e fantasie.
Ascoltare dei racconti appartenenti a generi differenti, induce nei bambini un accrescimento di fantasia, di creatività e di allargamento delle competenze logiche, favorendo un approccio positivo verso il mondo della lettura e del codice scritto.

Con la lettura il bambino si appropria lentamente della lingua materna, delle sue parole, della sua forma e struttura. Questo gli serve per costruire le proprie strutture mentali, per capire i rapporti (io-altri, io-oggetti) e le distanze spazio-temporali. I bambini che possono godere di un’esposizione alla lettura organizzata e costante nel tempo giungono alla scuola primaria con maggiori capacità e conoscenze basilari per la futura decodifica delle parole, e questo permetterà loro di imparare a leggere e scrivere con maggiore facilità.

Metodologia:

L'insegnante racconta storie e fiabe, in duplice lingua (italiano e inglese), interpretando contemporaneamente due ruoli: quello del narratore e quello dell’ascoltatore, in modo che il bambino possa identificarsi non solo nella storia, ma anche con chi la narra.

Il dialogo è la base di partenza per entrare insieme ai bambini nel significato delle storie e nelle valenze emotive scaturite da esse. La narrazione è il momento in cui il bambino può viaggiare con la fantasia assieme ai compagni mentre ascolta la storia.

Infine, alcuni momenti di discussione guidata e grafico – manipolativi, permetteranno ai piccoli discenti di ricreare con materiale di facile consumo i momenti essenziali delle storie al fine di interiorizzarli al meglio.

LABORATORIO PER L’ ACQUISIONE DELLE COMPETENZE LOGICO MATEMATICHE

L’acquisizione di competenze logiche e matematiche sin dalla scuola dell’infanzia assume una connotazione molto particolare; esse, infatti, oltre ad essere sviluppate in laboratori specifici nascono molto spesso nel corso delle esperienze che i bambini svolgono quotidianamente.
Durante la loro crescita, essi esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il rappresentare con disegni e parole.

Gli insegnanti assecondano, sostengono e indirizzano il processo “naturale” dello sviluppo della competenza simbolica e formale in contesti logici, spaziali, e numerici, del mondo vivente e del sistema ambientale.
Il progetto “logico-matematico”, prevederà dunque un percorso di attività organizzate in incontri di conoscenza e scoperta dove il bambino sperimentando, impara a confrontare, a ordinare, a compiere stime approssimative, a formulare ipotesi, a verificarle con strumentazioni adeguate, a interpretare, a intervenire consapevolmente o sul mondo.

Il bambino che riflette e ragiona con strumenti logici adeguati diventerà sempre più consapevole della sua “posizione” nel mondo, delle sue potenzialità di agire su di esso e di diventare protagonista delle sue scelte.

Metodologia:

Per l’attuazione delle esperienze relative alla scoperta dei numeri e dello spazio, si predispone uno spazio funzionale e ben organizzato caratterizzato da una grande varietà di materiali ed attrezzi a disposizione dei bambini.
Esplorazioni, osservazioni, discussioni, attività grafico-pittorico-manipolative e creative, giochi motori, invenzione di filastrocche, indovinelli, utilizzo di strumenti di calcolo/misura convenzionali, ed esperienze pratiche di misurazione sono i principali strumenti attraverso i quali si favorirà l’apprendimento infantile.

ORGANIZZAZIONE QUOTIDIANA

Come evidenziato in precedenza, la programmazione e l’offerta formativa della nostra Scuola dell’Infanzia, segue le indicazioni dei campi di esperienza dei programmi Ministeriali Italiani, arricchiti e completati dalla cultura inglese con i programmi del British National Curriculum e dai valori internazionali.
Tale indirizzo formativo sarà articolato in un numero variabile di sezioni, compreso tra 3 e 7 a seconda dell’età dei piccoli discenti, e ad ognuna di essa, è stato attribuito un nome scelto tra i principali personaggi della Walt Disney, quali Paperino, Minnie, Sette Nani, Simba, Cinderella, ecc.
Inoltre, ciascun bambino indossa una “divisa” simpatica e divertente, simbolo di un percorso internazionale, connotato da ideali ispirati alla multiculturalità, ordine e disciplina.

Sul piano dell’organizzazione didattica quotidiana, la Scuola accoglie i bambini e le loro famiglie tutti i giorni, dal lunedì al sabato, attraverso la seguente scansione temporale:

  • dalle 7.30 alle 8.30 servizio di pre-scuola (se richiesto)
  • dalle 8.30 alle 9.30 entrata, accoglienza, gioco libero in sezione
  • dalle 9.30 alle 10.00 riordino, appello, momento di preghiera comunitario e spuntino
  • dalle 10.00 alle 12.00 svolgimento delle attività didattiche programmate in omogeneità o in eterogeneità
  • dalle 12.00 alle 13.00 igiene personale e pranzo condiviso con le proprie insegnanti
  • dalle 13.00 alle 13.30 igiene personale e gioco libero
  • 13.30 prima uscita facoltativa
  • dalle 13.30 alle 15.30 svolgimento delle attività didattiche e dei laboratori previsti nella programmazione annuale in omogeneità o eterogeneità

VERIFICA E VALUTAZIONE DEL PTOF

La verifica dell’osservanza del PTOF, come impegno condiviso e sottoscritto dal Collegio dei docenti, potrà essere realizzata quotidianamente dalle famiglie, grazie alla trasparenza degli atti della scuola, ma sarà anche oggetto di controllo specifico, nel corso di varie fasi:

  1. supervisione costante del singolo insegnante, attraverso i risultati delle verifiche, il confronto con i colleghi, e il dialogo con bambini e famiglie;
  2. controlli periodici in itinere da parte del Coordinatore didattico;
  3. controllo finale da parte del Collegio dei docenti e del Coordinatore, che valuterà l’efficacia del lavoro in rapporto agli obiettivi prefissati e pianificherà la revisione del progetto iniziale, oltre a eventuali iniziative di aggiornamento su problemi emersi.

LA DIDATTICA DELLA NOSTRA SCUOLA

La programmazione didattica segue le indicazioni dei campi di esperienza dei programmi Ministeriali Italiani arricchita e completata dalla cultura inglese con i programmi del British National Curriculum e dai valori internazionali.

 

La giornata è articolata secondo un orario che alterna momenti di quotidianità, gioco libero ed esperienza strutturata. Tutti i diversi momenti della giornata sono vissuti con gli educatori bilingue italiana e inglese e madrelingua inglese, ai quali i bambini si relazioneranno identificandoli con la lingua e la cultura di appartenenza, a prescindere dal contenuto che affronteranno. Il metodo praticato prevede un bilinguismo con immersione precoce ed uso veicolare della lingua in cui le lingue e le culture convivono senza confondersi, arricchendo il bagaglio culturale del bambino, conducendolo verso una realtà che accetta le diversità, integrandole. In questo modo il bambino comincia a discriminare i primi suoni ed a riconoscere ogni nuovo vocabolo introdotto come appartenente ad un determinato sistema linguistico. Attraverso particolari modalità d'intervento didattico si assicura, per tutto il percorso di frequenza nelle varie sezioni, l'acquisizione di una pronuncia perfetta e la capacità di codificare sia a livello verbale che visivo le lingue straniere. La comunicazione in classe circa tutte le attività della vita quotidiana si svolge nei due idiomi italiano e inglese in modo tale che la lingua straniera è vissuta come una lingua viva, sempre in uso, il 50% delle attività didattiche sarà svolto in lingua inglese.

I bambini vengono coinvolti dagli insegnati che, attraverso un linguaggio iconico e musicale servendosi di racconti, canzoncine, filastrocche e video avvicineranno i bambini ad un contesto anglofono. L’ascolto e la ripetizione del materiale linguistico proposto serviranno a rinforzare i contenuti del libro di testo o di eventuali schede alternative. Si proporranno, inoltre, attività motorie utili al bambino per fare esperienza concreta di un lessico nuovo. Attraverso tali attività motorie il bambino potrà approcciarsi alla lingua inglese in un contesto dinamico e stimolante, ma potrà anche riconoscere il proprio corpo come strumento di conoscenza del mondo, di sperimentazione di emozioni e di espressione del sé. Tali giochi di movimento sono finalizzati a coniugare l’esigenza naturale di movimento dei bambini con la loro maggiore ricettività in condizioni di rilassatezza e divertimento, in modo da rinforzare ulteriormente l’acquisizione dei contenuti lessicali, soprattutto in relazione allo spazio in cui vivono.

Saranno proposte inoltre delle attività manipolativo-creative che vedranno i bambini impegnati nella realizzazione di lavoretti, manufatti, cartelloni con l’utilizzo di materiali sempre diversi, al fine di promuovere un apprendimento del lessico attivo in un contesto ludico e di stimolare la fantasia e la creatività.

L’apprendimento della lingua inglese sarà favorito da un contesto ludico e da un approccio naturale, proponendo in classe situazioni di gioco e di esperienza di vita diretta in cui il bambino non si sentirà costretto ad esprimersi in lingua inglese, ma lo farà in modo del tutto spontaneo e naturale. Saranno la curiosità e l’interesse a stimolare la voglia di conoscere e di comprendere e infine di comunicare. Il bambino comprenderà e comunicherà solo per e con il piacere di farlo. Si avvierà in tal modo un processo di appropriazione e di apprendimento della seconda lingua secondo tecniche, modalità e schemi mentali già usati per la lingua madre. Pertanto le attività didattiche non sono finalizzate allo sviluppo di una competenza grammaticale, bensì di una competenza comunicativa, privilegiando la dimensione orale della lingua, l’unica su cui il bambino può fare affidamento ed essenziale per l’interazione con i compagni e con l’insegnante.

Anche i momenti della colazione o del pasto saranno delle occasioni utili per imparare e fare esperienza delle conoscenze acquisite.

Le educatrici utilizzano la lingua:

  • nel gioco libero
  • nel gioco strutturato
  • durante la narrazione di favole
  • durante la proposta di canzoni e filastrocche
  • durante il riordino dei giochi, la merenda o il pranzo

La documentazione prodotta durante la giornata avrà il compito di testimoniare e rendere visibili le modalità dell’apprendimento individuale e di gruppo. Alla fine dell’anno alla famiglia sarà consegnata una documentazione dettagliata delle attività svolte documentata da foto o durante l’anno la famiglia sarà fornita di speciale password per poter accedere giornalmente al blog della scuola che l’avrà realizzato avendo modo anche di apportare il proprio contributo al percorso di crescita del proprio bambino

OBIETTIVI EDUCATIVI

  • avvicinarsi ad un nuovo codice linguistico;
  • stimolare interesse e curiosità verso l'apprendimento di una lingua straniera;
  • migliorare le capacità di ascolto, di attenzione, di comprensione e di memorizzazione;
  • lavorare sulla sensibilità musicale attraverso l’imitazione e riproduzione di canti e suoni appartenenti ad un nuovo sistema fonetico;
  • valorizzare e promuovere la diversità linguistica e culturale;
  • utilizzare il proprio corpo come strumento di conoscenza di sé e della realtà circostante;
  • promuovere la socializzazione e il rispetto nei confronti dei compagni;
  • sostenere l’uguaglianza di tutti i bambini, evitando il prevalere di alcuni sugli altri;
  • favorire l’attivazione di strategie di collaborazione e aiuto tra i compagni, imparando ad operare insieme per il raggiungimento di un obiettivo comune.

OBIETTIVI LINGUISTICI

Competenze lessicali
  • acquisire i primi elementi lessicali del nuovo codice linguistico;
  • sperimentare e combinare elementi in lingua inglese per formulare brevi frasi ed espressioni di routine;
  • imparare e saper utilizzare vocaboli legati alla realtà quotidiana del bambino.
Competenze fonetiche
  • acquisire una capacità progressiva di riproduzione dei suoni della lingua inglese;
  • saper riprodurre intonazione e ritmo di brani musicali e filastrocche inglesi.
Competenze comunicative
  • saper utilizzare le strutture linguistiche e il lessico appreso, in modo appropriato e in un contesto adeguato;
  • saper rispondere adeguatamente a semplici domande;
  • saper esprimere i principali stati d’animo o le esigenze basilari.
Contenuti d’apprendimento
  • lavorare serenamente in gruppo durante il lavoro in aula ed i giochi motori;
  • partecipare in modo attento alle attività proposte;
  • ascoltare e saper riprodurre suoni e vocaboli;
  • comprendere il significato di vocaboli e brevi espressioni.

laboratori didattici

Laboratorio teatrale

Il percorso annuale del laboratorio di espressione teatrale prevede incontri da calendarizzare della durata di 1h e 30 minuti per volta. Nei laboratori teatrali pomeridiani saranno mediamente presenti due esperti per garantire la massima cura e qualità del progetto. Il teatro rappresenta per i bambini un percorso dinamico, ludico e creativo che mira a stimolarli aiutandoli a conoscere e a elaborare i propri mezzi espressivi: la capacità di ascolto, la percezione, l'espressione degli stati d'animo. Attraverso il gioco teatrale il bambino imparerà a: parlare con il corpo, sviluppare l'uso della voce, lavorare in un gruppo. I bambini della scuola dell'infanzia amano i giochi del “far finta” perché forniscono loro l'opportunità di esprimersi attraverso una molteplicità di linguaggi, attraverso la sperimentazione, la simulazione di personaggi e la simbolizzazione di esperienze personali, il bambino esternerà le proprie emotività nascoste, riconoscerà le proprie emozioni e comunicherà la propria identità permettendo all'adulto che lo osserva di valutare e promuovere interventi educativi mirati alla socializzazione e all'integrazione nel gruppo. È previsto un laboratorio teatrale curricolare in orario pomeridiano gratuito e un laboratorio in orario extracurricolare per bambini e famiglie che nasce dal desiderio di offrire a genitori e figli un tempo creativo e divertente da trascorrere insieme in uno spazio teatrale luogo del “to play” per eccellenza per giocare insieme con l'espressività, l'età e i ruoli. Il teatro verrà considerato dalle famiglie uno spazio amico, vicino, famigliare dove confrontarsi con i propri figli in modo rilassato e gioioso. Il laboratorio teatrale famigliare prevede il versamento di una quota simbolica di euro 10,00 ad incontro per nucleo famigliare.

Laboratorio manipolazione e arte

È previsto uno spazio riservato alla manipolazione e alla costruzione artistica. In questo spazio saranno raccolti e elaborati a livello manipolativo e cognitivo diversi materiali: il bambino potrà misurarli, pesarli, selezionarli, trasformarli, assemblarli. Il laboratorio di manipolazione e arte ha la funzione di stimolare la creatività e stimolare il fabbisogno del fare. L'adulto nel laboratorio assume il ruolo di regista proponendo l'uso di tecniche diverse. I materiali usati saranno la carta, il cartone, i cartoncini, l'argilla, i pennarelli, il pongo, il didò ecc. Gli strumenti saranno le forbici arrotondate, le bilance, il materiale per la misurazione, le bacinelle bianche e le lenti d'ingrandimento. Nella scuola dell'infanzia, il laboratorio è il luogo di esperienza e apprendimento, attraverso una dimensione ludica e operativa. Il laboratorio di manipolazione d'arte prevede un percorso ricco di esperienze sensoriali diversificate, dal gioco libero con i colori alla sperimentazione di diverse tecniche pittoriche e manipolative. Tutte le attività svolte annualmente all'interno dei laboratori avranno come conclusione progettuale l'allestimento di una mostra alla fine dell'anno scolastico, in occasione della festa finale prevista ogni 30 di giugno. È previsto un laboratorio di manipolazione e arte curricolare in orario pomeridiano gratuito. Sono previsti laboratori artistici relativi alla pittura e alla scultura in orario extracurricolare per bambini e genitori. In questa prospettiva e sempre tenendo conto che il punto di partenza sono i bambini, l'arte pittorica verrà trattata con procedimenti di ricerca che, a partire da esperienze spontanee, evolverà verso la realizzazione di un'opera artistica congiunta (genitori e bambino) che resterà alla scuola come memoria storica del percorso artistico. Il laboratorio artistico di pittura e scultura in orario extracurricolare prevede il versamento di una quota simbolica di euro 10,00 ad incontro per nucleo famigliare.

Laboratorio musicale

È previsto un laboratorio musicale pomeridiano gratuito in orario curricolare. l'età prescolare risulta essere la migliore per l'apprendimento della musica; è scientificamente provato che in questo particolare momento della vita, le potenzialità uditive sono massime; ogni linguaggio quindi, compreso quello musicale, viene appreso con estrema facilità e naturalezza. Nel laboratorio musicale si mira a sviluppare principalmente:

  1. Le fondamentali capacità musicali
    • riconoscimento dei suoni, senso della melodia, dell'armonia, del fraseggio...
    • assimilazione degli elementi musicali attraverso l'uso della voce.
  2. Le basi dell'espressione musicale
    • pratica vocale e strumentale con oggetti e strumenti musicali
    • assimilazione degli elementi musicali attraverso l'uso della voce.

Il programma di educazione musicale viene svolto nel corso dell'intero anno scolastico da un esperto musicale coadiuvato dalle docenti di sezione e dalla responsabile del laboratorio. Tenuto conto del progetto educativo annuale dell'istituto, gli insegnanti in team con l'operatore musicale decidono i contenuti del percorso. Il gioco costituisce la risorsa privilegiata di apprendimento attraverso attività ludiche infatti, si sperimenta tutto ciò che alla musica è inerente: vocalità, movimento, gesto, uso di strumenti, scansione verbale. Nel corso dell'anno scolastico si preparerà un repertorio comprendente sia brani di musica d'insieme che brani solistici, mettendo in evidenza l'abilità raggiunta dai bambini insigniti della veste di neo musicisti. È prevista annualmente una manifestazione musicale aperta al territorio per la festa di fine anno a cui partecipa l'amministrazione comunale, la direzione scolastica e un vasto pubblico costituito dalle famiglie, dai docenti e dai cittadini che potranno apprezzare e sostenere i musicisti in erba nello svolgimento delle diverse performance. Sono previsti in orario extracurricolare laboratori musicali relativi allo studio di tre strumenti: pianoforte, chitarra e violino a cui possono partecipare bambini e genitori. Il laboratorio musicale in orario extracurricolare prevede il versamento di una quota simbolica di euro 10,00 ad incontro per nucleo famigliare.

MOMENTI SIGNIFICATIVI E DI FESTA DELLA NOSTRA SCUOLA

I momenti di festa organizzati ed allestiti nella nostra scuola e le ricorrenze annuali richiamano momenti significativi, che riportano alla identità della nostra realtà educativa e sono per i bambini esperienze importanti per rafforzare il sentimento di appartenenza, consolidare le relazioni interpersonali ed evidenziare l’identità di ciascuno.
Inoltre, sono anche occasioni per coinvolgere I genitori, promuovendo uno spirito di collaborazione e di rete tra di loro, e per condividere esperienze di gioia, di serenità, di solidarietà, di collaborazione, di divertimento tra i bambini, e tra bambini e adulti.

Nella nostra scuola i momenti più significativi e di festa sono:

  • FESTA DELL’ACCOGLIENZA per i bambini nuovi iscritti
  • FESTA DEI NONNI
  • PREPARAZIONE AL SANTO NATALE
  • FESTA DEL SANTO NATALE per scambio degli auguri
  • FESTA DEL SANTO PATRONO della nostra Comunità
  • FESTA DI CARNEVALE
  • FESTA DEL PAPA’
  • PREPARAIZONE ALLA SANTA PASQUA
  • FESTA DELLA MAMMA
  • FESTA DI FINE ANNO E DEI DIPLOMATI
  • USCITE DIDATTICHE. Vengono programmate dal Collegio Docenti nella programmazione didattica.

OSSERVARE, VALUTARE, DOCUMENTARE

L’osservazione e la valutazione

L’osservazione continua, occasionale e sistematica consente di valutare le esigenze del bambino e di riequilibrare via via le proposte educative e i progetti in base ai ritmi di sviluppo e agli stili di apprendimento di ognuno.

La valutazione è intesa, principalmente come un supporto alla programmazione e prevede dei momenti iniziali, dei momenti intermedi e dei bilanci finali che consentono di analizzare e comprendere i percorsi dei bambini della nostra scuola.

L’osservazione quotidiana, la documentazione, il confronto e la narrazione consentono di descrivere l’esperienza scolastica mettendo in evidenza i processi che hanno portato il bambino alla maturazione delle competenze e i traguardi raggiunti in riferimento alle finalità.

Le docenti valutano il percorso formativo/educativo dei singoli alunni in tre fasi:

  1. INIZIALE: riguarda l’accertamento delle capacità in possesso del bambino al momento del suo ingresso a scuola
  2. INTERMEDIA: mirata a eventuali interventi personalizzati sul bambino e sul gruppo classe
  3. FINALE: riguarda gli esiti formativi dell’esperienza educativa.

La valutazione, resa possibile dall’osservazione attenta delle docenti con la consulenza psico-pedagogica, garantisce la corrispondenza dei processi educativi ai bisogni degli alunni.

Le osservazioni dei bambini vengono condivise periodicamente dalle docenti, in sede di consiglio.

La ''scheda di valutazione dei bambino'' (una scheda preordinata che comunica i traguardi raggiunti dal bambino in ordine allo sviluppo affettivo, relazionale e cognitivo) viene condivisa con le famiglie nei colloqui individuali a novembre e a marzo e, con osservazioni finali, a fine maggio o giugno, alla fine dell’anno scolastico.

La documentazione della programmazione didattica triennale

La documentazione costituisce uno strumento utile per la qualità dell’azione educativa, allo scopo di aiutare a non perderne memoria, a ricordare a distanza, a riconoscere il divenire del tempo, a individuare nelle tracce del passato le linee per il futuro.

La nostra documentazione rappresenta una traccia, una memoria di eventi considerati significativi, di stili educativi, di scelte effettuate con attenzione che si intende controllare.

Essa assume pieno significato quando serve a rievocare, riesaminare, ricostruire e socializzare; serve soprattutto a se stessi per ripensare a ciò che è stato fatto, ma serve anche agli altri per socializzare le esperienze.

I mezzi utilizzati per documentare sono:

  1. fascicoli che illustrano le attività realizzate in un laboratorio e descrivono le attività del percorso didattico;
  2. la sequenza fotografica;
  3. la videoregistrazione di attività;
  4. l’archivio dei progetti didattici;
  5. i cartelloni esposti.

INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA

L’Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.) è occasione di sviluppo integrale della personalità dei bambini, perché apre alla dimensione religiosa, promuove la riflessione sul patrimonio di esperienze di ciascuno e contribuisce a rispondere al bisogno di significato.

La Nuova Intesa sull’Insegnamento della Religione Cattolica nelle scuole pubbliche (statali e paritarie) è stata firmata da CEI e MIUR il 28 giugno 2012 ed emanata con il DPR 175 del 20.8.2012, accompagnata dalla Nota del 6.11.2012 recante norme per l’esecuzione dell’Intesa.

L’I.R.C. è parte integrante del nostro Progetto Educativo secondo il dettato della L.62/2000 e deve essere accettato da chi sceglie di iscrivere i propri figli nella nostra scuola dell'infanzia paritaria, inteso come momento culturale alla portata di tutti i bambini della sezione.

L’I.R.C. concorre alle esigenze sollecitate dai mutamenti della società sempre più multietnica e multi religiosa e va ricordato, ancora una volta, che stiamo parlando di qualcosa che riguarda l’essenziale della nostra proposta educativa, propria ed identitaria delle scuole dell’infanzia cattoliche o di ispirazione cristiana.

Nella scuola, che nel tempo è andata gradualmente cambiando, sollecitata dalle trasformazioni di nuovi modelli culturali, si è sviluppato un costante impegno per rendere l’I.R.C. sempre più efficace e adeguato.

Valenza educativa dell’insegnamento della religione cattolica

"La scuola dell’infanzia concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini» (L. 53/03, art. 2e); essa fa parte del “sistema educativo di istruzione e formazione”, il quale prevede per i suoi principi i criteri direttivi, anche “il conseguimento di una formazione spirituale e morale” (art. 2b).

La nostra Scuola dell’infanzia per “concorrere all’educazione armonica e integrale dei bambini e delle bambine” tiene presente e cura anche la dimensione religiosa dello sviluppo del bambino, in quanto è una scuola di ispirazione cristiana, nella quale il Progetto Educativo sta alla base della proposta educativa che si ispira al Vangelo di Gesù e quindi è ancorata ad una precisa visione della vita e della persona.
Coerentemente con quanto appena richiamato, la nostra scuola, contribuisce alla formazione integrale dei bambini e delle bambine e, in particolare, tende a promuovere la maturazione della loro identità e anche della dimensione religiosa, valorizzando le loro esperienze personali e ambientali, orientandoli a cogliere i segni espressivi della religione cristiana/cattolica, ed eventualmente di altre espressioni religiose, presenti nell’ambiente.

ORGANIZZAZIONE DELLA NOSTRA SCUOLA

Le sezioni

La vita di relazione all’interno della Scuola dell’Infanzia, si esplica attraverso tempi e modalità varie:

Il gruppo sezione rappresenta un punto di riferimento stabile per tutto l’anno scolastico. All’interno della sezione si sviluppano relazioni di amicizia, di cura, di solidarietà e cooperazione e si creano le condizioni per il raggiungimento delle finalità educative.

Il gruppo di intersezione, organizzato per fasce di età è formato da bambini di sezioni diverse e permette l’instaurarsi di nuovi gruppi amicali. Il gruppo di intersezione lavora su un progetto e una programmazione studiati sulla base dei bisogni specifici dell’età degli alunni.

Il piccolo gruppo è una modalità di lavoro che consente ad ogni bambino di essere protagonista all’interno del gruppo e permette anche interventi mirati ai bisogni dei singoli.

Il Servizio di Sportello Psico - pedagogico

L’attivazione di uno sportello d’ascolto psico – pedagogico all’interno di una scuola dell’infanzia, si pone il duplice obiettivo di promuovere il benessere nel contesto scolastico, e affrontare eventuali situazioni di disagio e problematicità legate allo sviluppo infantile sul piano cognitivo, affettivo e psico-sociale. Al fine di comprendere l'importanza di un servizio di Psicologia Scolastica sin dall’infanzia, è sufficiente riflettere sui numerosi fatti di cronaca che ci consentono di afferire ad una dimensione delle molteplici difficoltà incontrate lungo il percorso evolutivo: episodi di bullismo, aggressività, disturbi di apprendimento, fobia scolare, ansia prestazionale, ma anche burnout degli insegnanti e degli educatori, depressione, inadeguatezza rispetto alla professione.

La presenza di uno Psicologo nella scuola, oltre ad offrire attività di informazione, prevenzione e consulenza psicologica rivolta a insegnanti, allievi e genitori, collabora affinché alunni e docenti sviluppino adeguati livelli motivazionali e conquistino fiducia nelle proprie capacità e competenze, utilizzando al meglio le risorse personali indispensabili per affrontare gli ostacoli che via via si presentano.

Anche la mediazione scuola – famiglia è un ambito importante, al fine di promuovere la collaborazione e di evitare inutili competizioni destabilizzanti e disorientanti.

In dettaglio, lo Psicologo Scolastico offrirà il proprio contributo nei seguenti ambiti:

  • Attivita' con il gruppo classe con progetti relativi all'educazione emotivo – affettiva;
  • Incontri con i genitori, finalizzati alla trattazione di temi di particolare interesse (le regole, il linguaggio, lo sviluppo dell'autonomia, l'affettivita', ecc.), dai quali possono scaturire momenti di dibattito e confronto;
  • Sportello di consulenza ai genitori, al fine di accogliere le difficoltà che essi stessi incontrano con i propri figli nella vita quotidiana, e sperimentare nuove soluzioni;
  • Sportello di consulenza agli insegnanti, per discutere insieme le situazioni difficili, per un confronto di competenze, e per la ricerca di nuove modalità comunicative e relazionali;
  • Elaborazione di progetti per la prevenzione delle difficoltà di apprendimento;
  • Incontri di formazione e aggiornamento per gli insegnanti.

Screening DSA - Individuazione precoce delle Difficoltà di Apprendimento

"L'evoluzione interna dell’individuo fornisce soltanto un numero più o meno grande, a seconda delle attitudini di ciascuno, di abbozzi suscettibili di essere sviluppati, distrutti o lasciati ad uno stadio incompleto. Ma non sono che degli abbozzi, e soltanto le interazioni sociali e educative li trasformeranno in condotte efficaci.... Il diritto all’educazione è dunque, né più né meno, il diritto dell’individuo a svilupparsi normalmente, in funzione delle possibilità di cui dispone, e l’obbligo, per la società, di trasformare queste possibilità in realizzazioni effettive e utili". (J. Piaget)

INTRODUZIONE E OBIETTIVI

Il decreto attuativo della “Legge 170/2010 e le Linee Guida per il diritto allo studio di alunni e studenti con DSA”, esplicita le indicazioni contenute nella Legge riguardo alle modalità di formazione dei docenti e dei dirigenti scolastici, alle misure educative e didattiche di supporto, nonché alle forme di verifica e di valutazione, per garantire il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con diagnosi di DSA, delle scuole di ogni ordine e grado del sistema nazionale di istruzione, a partire dalla Scuola dell’Infanzia sino alle università. Questa è da considerare la base su cui la Scuola italiana potrà iniziare ad attivare percorsi didattici mirati per gli alunni e gli studenti con DSA. Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, la Legge precisa: [...] E’ compito delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia, attivare, previa apposita comunicazione alle famiglie interessate, interventi tempestivi, idonei ad individuare i casi sospetti di DSA degli studenti, sulla base dei protocolli regionali di cui all’articolo 7, comma 1. L’esito di tali attività non costituisce, comunque una diagnosi DSA...” Inoltre, nelle Linee guida si legge: “ Un alunno con DSA potrà venire diagnosticato solo dopo l’ingresso nella scuola primaria, quando le difficoltà eventuali interferiscono in modo significativo con gli obiettivi scolastici o con le attività della vita quotidiana che richiedono capacità formalizzate di lettura, di scrittura e di calcolo. Tuttavia, durante la scuola dell’infanzia l’insegnante potrà osservare l’emergere di difficoltà più globali, ascrivibili ai quadri DSA, quali difficoltà grafo-motorie, difficoltà di orientamento e integrazione spazio-temporale, difficoltà di coordinazione oculo-manuale e di coordinazione dinamica generale, dominanza laterale non adeguatamente acquisita, difficoltà nella discriminazione e memorizzazione visiva sequenziale, difficoltà di orientamento nel tempo scuola, difficoltà nell’esecuzione autonoma delle attività della giornata, difficoltà a orientarsi nel tempo prossimale (ieri, oggi, domani).

Sulla base di tali premesse e considerazioni, si propone l’attivazione di un in intervento di “Individuazione precoce delle difficoltà di apprendimento”, al fine di:

  • Identificare precocemente i Disturbi Specifici di Apprendimento;
  • Prevenire i disturbi psicologici e comportamentali secondari ai DSA.

METODOLOGIA e STRUMENTI

Il progetto prevederà un’attività di Screening rivolta ai bambini dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia, la successiva elaborazione delle informazioni raccolte e, ove richiesto, la somministrazione di prove di approfondimento.

Gli strumenti utilizzati saranno rispettivamente:

  • il Questionario IPDA (Questionario Osservativo per l’Identificazione Precoce delle Difficoltà di Apprendimento) di A. Terreni, M. Tretti, R. Corcella, C. Cornoldi, P. Tressoldi;
  • PRCR-2 (Prove di Prerequisito per la diagnosi delle difficoltà di lettura e scrittura) di C. Cornoldi, L. Miato, A. Molin, S. Poli.

TEMPI

Per ciascuna sezione la compilazione del Questionario IPDA richiederà una settimana di osservazione e una settimana di compilazione circa da parte dell’insegnante.

Screening BES: Bisogni Educativi Speciali (BES)

Gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, dove la discriminante tradizionale - alunni con disabilità / alunni senza disabilità - non rispecchia pienamente la complessa realtà delle nostre classi. Anzi, è opportuno assumere un approccio decisamente educativo, per il quale l’identificazione degli alunni con disabilità non avviene sulla base della eventuale certificazione, che certamente mantiene utilità per una serie di benefici e di garanzie, ma allo stesso tempo rischia di chiuderli in una cornice ristretta. A questo riguardo è rilevante l’apporto, anche sul piano culturale, del modello diagnostico ICF (International Classification of Functioning) dell’OMS, che considera la persona nella sua totalità, in una prospettiva bio-psico-sociale. Fondandosi sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, il modello ICF consente di individuare i Bisogni Educativi Speciali (BES) dell’alunno prescindendo da preclusive tipizzazioni. In questo senso, ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

Arredi multimediali per attività didattico – linguistiche

  • ETA-BETA: corso di robotica per bambini in cui saranno illustrati, anche attraverso il gioco, i fondamenti di questa disciplina. Con l'ausilio di bee-bot, simpatiche api-robot in grado di memorizzare una successione di semplici comandi (es: vai avanti, vai a destra o sinistra) ed eseguirli in un secondo momento, gli alunni impareranno a riconoscere semplici obiettivi (es: far raggiungere all'ape-robot una certa destinazione) e scomporli in comandi elementari (vai avanti, destra, sinistra) da assegnare al robot.
  • Allestimento Aula Multimediale: l'uso delle moderne tecnologie è un processo inevitabile nella vita di ciascuno di noi e sarebbe un errore cercare di evitarlo o ostacolarlo nella vita dei bambini: piuttosto, va guidato verso un uso consapevole. Nell'aula multimediale i bambini faranno esperienza di come la tecnologia può essere uno strumento a supporto di semplici attività quotidiane (ad esempio: visione documentari per bambini, scelta di disegni da stampare e colorare, ecc...);
  • Sito Web istituzionale in cui saranno riportati il calendario degli eventi, informazioni al pubblico, organigramma della scuola. Saranno previste, inoltre, le seguenti sezioni:
    • iscrizioni on line: i genitori avranno la possibilità di richiedere l'iscrizione ai corsi e/o alle altre attività extrascolastiche previste dalla scuola (laboratori, spettacoli, ecc...) direttamente on line. Tutte le fasi (dalla registrazione alla richiesta vera e propria) saranno fruibili con modalità analoghe a quanto previsto ad oggi dal MIUR per la scuola primaria.
    • "Diario di Bordo", con l'indicazione di tutte le attività seguite dai bambini nel corso dell'anno scolastico, corredate da foto di eventi, illustrazioni dei lavori svolti, ecc..

CALENDARIO SCOLASTICO 2017/2018

  NORMATIVA STATALE E REGIONE PUGLIA Scuola Paritaria per l'Infanzia San Giovanni Elemosiniere
Inizio attività didattica   11 Settembre 2017
  Tutte le Domeniche Tutte le Domeniche
Ponte 30 Ottobre 2017 30 Ottobre 2017
Ponte 31 Ottobre 2017 31 Ottobre 2017
Festa di Ognissanti 1 Novembre 2017 1 Novembre 2017
Festa dell’Immacolata 8 Dicembre 2017 8 Dicembre 2017
Ponte 9 Dicembre 2017 9 Dicembre 2017
Festività natalizie Dal 23 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018 Dal 23 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018
Ponte di Carnevale*   12 - 13 - 14 Febbraio 2018
Vacanze pasquali Dal 29 Marzo 2018 al 3 Aprile 2018 Dal 29 Marzo 2018 al 3 Aprile 2018
Ponte*   9 Aprile 2018
Anniversario della Liberazione 25 Aprile 2018 25 Aprile 2018
Ponte 30 Aprile 2018 30 Aprile 2018
Festa del lavoro 1 Maggio 2018 1 Maggio 2018
Santo Patrono   21 Maggio 2018
Festa nazionale della Repubblica 2 Giugno 2018 2 Giugno 2018
Termine attività educativa Scuola Infanzia 30 Giugno 2018 30 Giugno 2018

ALLEANZA SCUOLA - FAMIGLIA

Nella scuola dell’infanzia più che in qualsiasi grado di scuola risulta necessaria e irrinunciabile:

  • la condivisione della proposta educativa;
  • la collaborazione e la cooperazione con la famiglia.

Sono queste le condizioni essenziali per sviluppare le potenzialità di ogni bambino.

Collaborare e cooperare comporta:

  • condividere le finalità;
  • dividere i compiti senza creare separazione tra le due agenzie;
  • assumersi le proprie responsabilità. (dal progetto educativo della nostra scuola)

La famiglia è la sede primaria dell'educazione dei propri figli, è l’ambiente dove il bambino impara a vivere e a stare di fronte alla realtà. All’ingresso nella scuola dell’infanzia ogni bambino porta una sua storia personale che gli consente di possedere un patrimonio di conoscenze e atteggiamenti.

Risulta fondamentale costruire una continuità educativa e un'alleanza con la famiglia, condividendo le finalità ed il progetto educativo, e al tempo stesso attuare e valorizzare la divisione dei compiti senza creare separazioni, ma vivendo la corresponsabilità educativa.